[….] davanti alla loro imbarazzata ricerca di dire
cose interessanti.
L'ATTIMO PRESENTE - ANGELO ROMA - MONDADORI- 2022
Il mio blog: un luogo dove ritrovare frasi tratte da libri, canzoni e film che più mi piacciono e mi fanno riflettere
[….] davanti alla loro imbarazzata ricerca di dire
cose interessanti.
L'ATTIMO PRESENTE - ANGELO ROMA - MONDADORI- 2022
"Fu vigliaccheria,… Semplicemente
vigliaccheria. Dove mai avrei potuto andare?… Ho detto a me stessa,
naturalmente, che avrei presto trovato una nuova sistemazione. Ma ero
spaventata,… Ecco a che cosa si riducono tutti i miei grandi principi. Mi vergogno
di me stessa. Ma non sono stata capace di andarmene… Davvero non ce l'ho fatta
a trovare il coraggio di andar via."
QUEL CHE RESTA DEL GIORNO - KAZUO ISHIGURO – SUPER ET – 2025 - TRADUZIONE DI MARIA ANTONIETTA SARACINO
... la miseria ricevuta da padri, che l’avevano ereditata dai nonni, e contro la quale il lavoro onesto non è mai servito proprio niente.
FONTAMARA- IGNAZIO SILONE - OSCAR MONDADORI - 1976
"Una dama è giovane quanto il cavaliere con
cui si trastulla"
AGATHA RAISIN. LA QUICHE LETALE - M. C. BEATON -
GIALLI TEA – 2022 - TRADUZIONE DI MARINA MORPURGO
PIGMALIONE – GEORGE
BERNARD SHAW - CLASSICI MODERNI OSCAR MONDADORI – 2000 - TRADUZIONE DI
FRANCESCO SABA SARDI
Le cose hanno sempre un aspetto un po’ migliore al mattino.
IL BUIO OLTRE LA SIEPE - HARPER LEE - FELTRINELLI - TRADUZIONE DI AMALIA D'AGOSTINO SCHANZER - 2011
Da
qualche tempo noto un crescendo di persone che sentono il bisogno di proporsi
come guide per gli altri: coach, mentori, guru di vario tipo. Mi chiedo se non
stia diventando una moda, quasi una scorciatoia identitaria, e se in questo
slancio non ci sia anche una certa sopravvalutazione delle proprie capacità.
Come se l’aver attraversato alcune esperienze, superato un momento difficile o
maturato una consapevolezza personale bastasse a legittimare il ruolo di chi
accompagna gli altri nel loro percorso. Ma vivere qualcosa e saper aiutare
qualcuno a viverla sono due cose profondamente diverse.
Ho
l’impressione che spesso si confonda l’elaborazione della propria storia con un
sapere universale, applicabile a chiunque. Eppure ogni persona è un intreccio
unico di vissuti, limiti, risorse e contesti; pensare che esistano formule
valide per tutti è una semplificazione che può diventare persino dannosa.
Accompagnare davvero qualcuno richiede ascolto, competenze, senso del limite, e
soprattutto la capacità di non proiettare sull’altro le proprie soluzioni, le
proprie ferite, le proprie verità.
C’è
anche qualcosa di più sottile che mi interroga: il ruolo di coach o di guida
offre riconoscimento, visibilità, una posizione simbolicamente elevata. In un
tempo in cui l’identità è fragile e il bisogno di sentirsi significativi è
forte, aiutare gli altri può diventare, consapevolmente o meno, un modo per
sentirsi centrali, necessari, speciali. Non sempre è malafede; a volte è una
forma di narcisismo “buono”, mascherato da desiderio di aiutare.
Mi
preoccupa poi la facilità con cui certi messaggi circolano: tutto è questione
di mindset, se vuoi puoi, se non funziona è perché non ci credi abbastanza.
Sono frasi seducenti, rassicuranti nella loro semplicità, ma spesso ignorano la
complessità della vita reale, il peso dei condizionamenti, delle ferite, delle
condizioni di partenza. E così il rischio è duplice: chi guida finisce per
credere troppo nelle proprie certezze, chi segue per sentirsi in colpa quando
quelle promesse non si realizzano.
So
bene che non tutto è da respingere: esistono persone serie, preparate, capaci
di lavorare con umiltà e rispetto, che sanno stare accanto senza imporsi e che
riconoscono quando è il momento di fare un passo indietro. Ma ho l’impressione
che siano meno visibili, meno rumorose di chi vende risposte facili. Forse, in
fondo, quello che sto osservando non è solo una moda professionale, ma un
segnale più ampio: una grande fame di senso, che genera tanto il bisogno di
essere guidati quanto l’impulso di proporsi come guida. Ed è proprio per questo
che sento necessario mantenere uno sguardo critico, vigile, anche quando
l’aiuto si presenta con le migliori intenzioni.