Tanto pieni che, appunto, non pensi sia davvero, poi, così disumano.
Tanto colmi che addirittura credi di viaggiare seduto.
Nessuno è seduto in quest'intreccio, unico e promiscuo, di anime e corpi.
Nessuno si sfiora. O, almeno, in bilico, tutti si cerca di non farlo, per non arrivare a odiare il proprio vicino o l'umanità intera.
Mi muovo cautamente, nel tentativo di superare un simile inestricabile groviglio, ma credo di essere giunto anch'io a odiarla, con tutto me stesso.
E' così difficile farsi spazio tra tutte carcasse sperando di non calpestare i piedi, le mani e la dignità di chi è costretto a viaggiare seduto per terra, cercando l'incastro perfetto con le sporgenze, ora dell'uomo, ora della bestia metallica.
Dunque, farsi convesso quando tutto intorno appare concavo è la regola aurea del viaggiatore meridionale, emigrante o no.
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