Quanto al secondo bambino, imparava a
condividere le cose e a non attaccarvicisi e, poiché aveva già avuto modo di
divertirsi con il giocattolo e di immagazzinare il ricordo del divertimento,
capiva che non era l’oggetto in se a essere desiderabile, ma la sensazione di felicità
che l’oggetto stesso gli procurava.

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