La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato:
guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva,
dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente
bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio
vivo in bocca al cane, i medici avevano fatto diagnosi, e medicine gli avevano
dato da riempire tutto il piano del comò: ma non sapevano niente, i medici,
della sua paura.
Il giorno della civetta –
Leonardo Sciascia – Adelphi Ebook - 2011

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