Vivi,
tanto non avrai altro di meglio da fare.
DISPERATI
GIORNI DI GLORIA – EMANUELA PEROZZI – LES FLÂNEURS EDIZIONI - 2021
Vivi,
tanto non avrai altro di meglio da fare.
DISPERATI
GIORNI DI GLORIA – EMANUELA PEROZZI – LES FLÂNEURS EDIZIONI - 2021
“[…] Quando si vuole una cosa bisogna volerla fino in fondo.”
GLI INGREDIENTI DELL’AMORE - NICOLAS BARREAU – FELTRINELLI
– TRADUZIONE DI MONICA PASETTI - 2023
"Se
un oggetto, un successo o una relazione fossero le vere cause della felicità,
allora chiunque li possedesse sarebbe felice. Ma questo non si è mai visto
[...] e la cosa più triste è che se crediamo che la nostra felicità dipenda da
qualcosa che al momento non possediamo, non possiamo essere felici qui e ora.
Eppure l'unico momento in cui possiamo esserlo è qui e ora. Non possiamo
essere felici in futuro, non esiste ancora."
Il
gatto del Dalai Lama e l’arte di fare le fusa – David Michie –traduzione di
ADRIA TISSONI - giunti – 2019
Siamo
pochi, ma ci chiamano armeni.
Non ci
consideriamo superiori a nessuno.
Semplicemente,
anche noi dobbiamo accettare,
Che noi,
soltanto noi, abbiamo l’ Ararat,
E che è
qui, sulle alture del Sevan,
dove il
cielo rispecchia la sua esatta copia.
Semplicemente,
David, ha lottato qui.
Semplicemente,
Narek, è stato scritto qui.
Semplicemente,
sappiamo scolpire dalla roccia
conventi,
Dalla
pietra realizzare pesci
e dalla
terracotta uomini,
per l’
insegnamento e per perseguire
Il Bello,
Il Buono,
Il
Nobile,
Il Sublime.
Siamo
pochi, ma ci chiamano armeni.
Noi non
ci consideriamo superiori a nessuno.
Semplicemente
la nostra sorte è stata diversa,
Semplicemente,
abbiamo dovuto versare molto
sangue:
Semplicemente,
durante la nostra secolare
esistenza,
Quando
eravamo forti
Ed
eravamo in piedi,
Non
abbiamo assoggettato alcun altro popolo,
Nessuno
ha subito danni dal colpo della nostra
mano.
Se
abbiamo fatto schiavi ,
È stato
solo con i nostri libri,
Se abbiamo
dominato,
È stato
solo con il nostro talento…
E quando
siamo stati costretti a lasciare la no-
stra
terra,
laddove
siamo giunti e ovunque siamo andati,
Ci siamo
impegnati a favore di tutti,
Abbiamo
costruito ponti,
Unito
archi,
Ovunque a
mietere,
fruttificare,
Abbiamo
offerto a tutti idee, massime, canti:
Li
abbiamo difesi dal gelo dell’anima-
Abbiamo
lasciato dappertutto il riflesso dei
nostri
sguardi,
Le
reliquie delle nostre anime
E
l’eucaristia dei nostri cuori.
Siamo
pochi, è vero, ma ci chiamiamo armeni.
Sappiamo
guarire dopo le ferite dolenti
E con
nuovo entusiasmo gioire e far festa:
Sappiamo
penetrare nel costato del nemico,
Ed dare
sostegno a chi ci dichiara amicizia:
Sdebitarci
del bene che ci hanno offerto,
Ripagando
cento volte quel poco ricevuto…
Per i
giusti e per il sole splendente,
sappiamo
sacrificare perfino la nostra vita…
Ma se
volessero bruciarci con violenza,
Sappiamo
diventare fumo e spegnere il fuoco.
Se sarà
necessario disperdere l’oscurità,
Sappiamo
bruciare come candele accese.
E
sappiamo anche amarci con passione,
Ma
rispettando sempre anche gli altri.
Noi non
ci consideriamo superiori a nessuno-
Ma
conosciamo noi stessi,
siamo
chiamati armeni!
E perché
non dobbiamo esserne orgogliosi…
Ci siamo!
Ci saremo! E ci moltiplicheremo!
Tiepolo
era un maestro! Era strano, gli italiani erano bravi in ogni campo tranne
nell’unica cosa indispensabile: il potere!
LA
MISSIONE – ROBERT BOLT – TRADUZIONE DI SUSANNA MOLINARI - LONGANESI – 1986
Il professore pensò che era un altro di quelli che nello studio riescono
bene perché nella vita sono dei fessi. Quelli così, non appena finiscono fuori
dal solco ben tracciato dell’università, si rivelano sempre dei buoni a nulla,
commentò fra sé.
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI – PAOLO GIORDANO – MONDADORI – 2008
Si atteggiavano a vittime della scalogna, senza la minima rassegnazione,
ancor più aspri e ancor più decisi a non morire senza aver prima raggiunto la
soddisfazione dei loro desideri.
La fortuna dei Rougon – Emile Zola – Garzanti – 1992 – traduttore Sebastiano Timpanaro