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sabato 14 febbraio 2015
Padre ricco, padre povero - Robert Kiyosaki
La gente lavora per i soldi anche per soddisfare i desideri .... Ma la felicità comprata con il denaro ha vita breve. ... In realtà molti ricchi sono tali non a casua del desiderio, ma della paura. Credono davvero che il denaro sia in grado di eliminare la paura di essere poveri, per cui si accingono ad accumularne il più possibile, scoprendo però che la paura si aggrava. Infatti a quel punto temono di perderlo.
venerdì 13 febbraio 2015
Padre ricco, padre povero - Robert Kiyosaki
Se invece ti rendi conto che sei tu il problema, puoi cambiare te stesso, imparare qualcosa e diventare saggio. Molti vogliono che siano tutti gli altri a cambiate, tranne se stessi. Lascia che te lo dica: è più facile cambiare se stessi che cambiare gli altri.
giovedì 12 febbraio 2015
venerdì 23 maggio 2014
Tutti contro tutti - Rolando Ravello
- Tu mi hai chiesto cosa devi fare ed io te lo dico. Devi pregare- Pregare? Solo pregare?- E ti pare poco?- Eh, si. Mi pare poco, davvero poco. Ogni volta che avete un problema vi inginocchiate a pregare. La vede questa? (riferendosi alla catenina che aveva al collo, ndr.)L’ho messa quando è morto mio padre. Mi sono messo a pregare. E dopo 3 mesi è morta pure mia madre. Se continuavo a pregare moriva pure mia sorella, ed ho smesso.
giovedì 25 luglio 2013
lunedì 18 febbraio 2013
Nei giardini che nessuno sa - Renato Zero
Senti quella pelle ruvida
Un gran freddo dentro l'anima
Fa fatica anche una lacrima a scendere giù
Troppe attese dietro l'angolo
Gioie che non ti appartengono
Questo tempo inconciliabile gioca contro di te
Ecco come si finisce poi
Inchiodati a una finestra noi
Spettatori malinconici di felicità impossibili
Tanti viaggi rimandati e già
Valigie vuote da un'eternità
Quel dolore che non sai cos'è
Solo lui non ti abbandonerà... mai, oh mai
È un rifugio quel malessere
Troppa fretta in quel tuo crescere
Non si fanno più miracoli
Adesso non più
Non dar retta a quelle bambole
Non toccare quelle pillole
Quella suora ha un bel carattere
Ci sa fare con le anime
Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
L'energia, l'allegria per strapparti ancora sorrisi
Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare
Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
Nasconderti le nuove, quell'inverno che ti fa male
Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi
Nei giardini che nessuno sa si respira l'inutilità
C'è rispetto grande pulizia, è quasi follia
Non sai com'è bello stringerti
Ritrovarsi qui a difenderti
E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti
Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua
Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie
Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere
Esili, fragili non negargli un po' del tuo amore
Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso al quel cielo
Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro
Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte
Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte
Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi
Un gran freddo dentro l'anima
Fa fatica anche una lacrima a scendere giù
Troppe attese dietro l'angolo
Gioie che non ti appartengono
Questo tempo inconciliabile gioca contro di te
Ecco come si finisce poi
Inchiodati a una finestra noi
Spettatori malinconici di felicità impossibili
Tanti viaggi rimandati e già
Valigie vuote da un'eternità
Quel dolore che non sai cos'è
Solo lui non ti abbandonerà... mai, oh mai
È un rifugio quel malessere
Troppa fretta in quel tuo crescere
Non si fanno più miracoli
Adesso non più
Non dar retta a quelle bambole
Non toccare quelle pillole
Quella suora ha un bel carattere
Ci sa fare con le anime
Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi
L'energia, l'allegria per strapparti ancora sorrisi
Dirti sì, sempre sì e riuscire a farti volare
Dove vuoi, dove sai senza più quel peso sul cuore
Nasconderti le nuove, quell'inverno che ti fa male
Curarti le ferite e poi qualche dente in più per mangiare
E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi
Nei giardini che nessuno sa si respira l'inutilità
C'è rispetto grande pulizia, è quasi follia
Non sai com'è bello stringerti
Ritrovarsi qui a difenderti
E vestirti e pettinarti sì e sussurrarti non arrenderti
Nei giardini che nessuno sa quanta vita si trascina qua
Solo acciacchi piccole anemie, siamo niente senza fantasie
Sorreggili, aiutali, ti prego non lasciarli cadere
Esili, fragili non negargli un po' del tuo amore
Stelle che ora tacciono, ma daranno un senso al quel cielo
Gli uomini non brillano se non sono stelle anche loro
Mani che ora tremano perché il vento soffia più forte
Non lasciarli adesso no, che non li sorprenda la morte
Siamo noi gli inabili che pur avendo a volte non diamo
Dimentica, c'è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica
E poi silenzi
E poi silenzi
Silenzi
lunedì 4 febbraio 2013
Lo spacciatore di carne - Giuliano Sangiorgi
E mi ritrovo in piedi nel corridoio dello Stato del cazzo e faccio per alzarmi, tanto sono pieni i vagoni che ti fanno credere che sia accettabile, anzi, normale, viaggiare in maniera così disumana.
Tanto pieni che, appunto, non pensi sia davvero, poi, così disumano.
Tanto colmi che addirittura credi di viaggiare seduto.
Nessuno è seduto in quest'intreccio, unico e promiscuo, di anime e corpi.
Nessuno si sfiora. O, almeno, in bilico, tutti si cerca di non farlo, per non arrivare a odiare il proprio vicino o l'umanità intera.
Mi muovo cautamente, nel tentativo di superare un simile inestricabile groviglio, ma credo di essere giunto anch'io a odiarla, con tutto me stesso.
E' così difficile farsi spazio tra tutte carcasse sperando di non calpestare i piedi, le mani e la dignità di chi è costretto a viaggiare seduto per terra, cercando l'incastro perfetto con le sporgenze, ora dell'uomo, ora della bestia metallica.
Dunque, farsi convesso quando tutto intorno appare concavo è la regola aurea del viaggiatore meridionale, emigrante o no.
Tanto pieni che, appunto, non pensi sia davvero, poi, così disumano.
Tanto colmi che addirittura credi di viaggiare seduto.
Nessuno è seduto in quest'intreccio, unico e promiscuo, di anime e corpi.
Nessuno si sfiora. O, almeno, in bilico, tutti si cerca di non farlo, per non arrivare a odiare il proprio vicino o l'umanità intera.
Mi muovo cautamente, nel tentativo di superare un simile inestricabile groviglio, ma credo di essere giunto anch'io a odiarla, con tutto me stesso.
E' così difficile farsi spazio tra tutte carcasse sperando di non calpestare i piedi, le mani e la dignità di chi è costretto a viaggiare seduto per terra, cercando l'incastro perfetto con le sporgenze, ora dell'uomo, ora della bestia metallica.
Dunque, farsi convesso quando tutto intorno appare concavo è la regola aurea del viaggiatore meridionale, emigrante o no.
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