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mercoledì 18 marzo 2015

Il nome della rosa - Umberto Eco



Raggiunge l'effetto di ridicolo mostrando, degli uomini comuni, i difetti e vizi. Qui Aristotele vede la disposizione al riso come una forza buona, che può avere anche un valore conoscitivo, quando attraverso enigmi arguti e metafore inattese, pur dicendoci le cose diverse da ciò che sono, come se mentisse, di fatto ci obbliga a guardarle meglio e ci fa dire: ecco le cose stavano proprio così, e io non lo sapevo

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