Abbondava invece di creature che intelligenti e fiere, nate “lazzare” per ventura, offese dal vivere, si facevano, oltraggio per oltraggio, rissose e linguacciute, ricavando dall’”inciucio” un divertimento, un piacere che, fiammella nel buio di un’esistenza stentata, diventava appiglio di vita.

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