A poco a poco Levin libera i movimenti dal peso della volontà, entra nella leggera trance che, senza riflessioni, né calcolo, conferisce ai gesti la perfezione delle azioni meccaniche e consapevoli, e la falce sembra muoversi da sola mente Levin si delizia dell’oblio, nel movimento che rende il piacere di fare meravigliosamente estraneo agli sforzi della volontà

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